Il castello è situato su un crinale a 1450 metri, circondato dalla valle del Tirino e l’altopiano di Navelli. La sua struttura è in pietra bianca ed è composto da un corpo centrale e delle mura difensive attorno.

Un assaggio locale

Avvicinandoci verso la metà ci rendiamo conto che la ciaspolata programmata non è fattibile, pochissima neve, ma il freddo comunque la fa da padrone, anche il cielo non promette nessuna nevicata che possa poi permetterci la sperata passeggiata. Arriviamo in tardo pomeriggio nel camping di Calascio, qui ci accolgono dei vecchi e nuovi amici, ma del nostro equipaggio manca Andrea, lasciato alle cure della nonna perché ammalato. Le restanti ore del pomeriggio passano tra le chiacchiere e le risate aspettando tutti i membri del gruppo! E arriviamo a sera, dove è prevista la cena con gli arrosticini di pecora tipici abruzzesi. La serata passa in allegria e ci si allieta mangiando e bevendo prodotti tipici abruzzesi, e programmando l’escursione del giorno dopo verso Rocca Calascio.

Un esperienza che rimane nel cuore!

Ci svegliamo di buona ora, e Laura prepara la colazione in camper, fa molto freddo fuori ma noi siamo al calduccio. Alcuni sono già fuori nel piazzale del campeggio con i loro amici a quattro zampe. Più tardi il piazzale si riempie e si comincia il chiacchiericcio, occorre organizzare la mezza giornata libera prima della passeggiata (non più ciaspolata) del pomeriggio verso Rocca Calascio. La maggior parte delle persone allora decide di fare una passeggiata nel piccolissimo borgo di Calascio (distante 700 metri), quindi ci incamminiamo e ci rendiamo conto che abbiamo già perso Alice, è arrivata già su in paese con degli amici che hanno anticipato i nostri programmi. La mattinata quindi passa nel girovagare nei vicoli caratteristici e tutti in pietra del borgo e si termina in un piccolo bar nel quale approfittiamo per fare una seconda colazione, poi di corsa al campeggio per organizzarci per il pranzo. Alle quindici circa si parte per la passeggiata verso la Rocca, ci accompagna Davide, titolare del camping, esperta guida alpina e soccorritore professionista (persona stupenda e professionale che oggi purtroppo non c’è più), da un primo impatto (dopo circa un ora di passeggiata) Davide mi disturba un’po’, avevamo concordato con il gruppo di non fare il sentiero più lungo ma lui sembrerebbe aver scelto quello!!!! Passano alcuni minuti e ci rendiamo conto, forse che Davide aveva i suoi motivi. Il paesaggio è stupendo percorriamo la strada in mezzo a campi e valli in lontananza si vede la rocca, l’obiettivo di Davide è salire per poi arrivare poco prima del tramonto sulla rocca. La prima tappa dopo tre ore di cammino lento e tranquillo (eravamo circa una cinquantina di persone), è la piccola chiesa purtroppo chiusa poco sotto la rocca, da li sono pochi altri passi per arrivare su in cima e poter ammirare tutto il panorama, da sopra si vede la Maiella, il gran Sasso e noi siamo in mezzo il panorama è mozzafiato ed il tramonto qualcosa che ti sconvolge dentro, la natura e Davide ci hanno regalato un emozione fantastica! La discesa verso Santo Stefano di Sessanio è al buio, ci siamo attrezzati con delle torce e si comincia la discesa piena di scalini ma per fortuna tutta in discesa.

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